Modulano il microambiente cellulare, l’infiammazione e i segnali che stimolano i melanociti.
1. Acido tranexamico – è una molecola derivata sinteticamente dalla lisina, un amminoacido essenziale, utilizzato ampiamente in dermatologia e cosmetica come trattamento per le discromie. Agisce inibendo la via dell’acido arachidonico – L’acido arachidonico è un acido grasso essenziale presente naturalmente nei fosfolipidi che compongono la struttura delle membrane cellulari (dove la perossidazione lipidica ne compromette la funzionalità in caso di stress ossidativo).Tuttavia, quando la pelle subisce uno stimolo dannoso (es. raggi UV, calore, stress cutaneo), l’acido arachidonico viene liberato dalle membrane cellulari dall’enzima Fosfolipasi A2 e trasformato in mediatori infiammatori. Il rilascio produce vasodilatazione, rossore, e sensibilità. Una volta attivato, stimola la tirosinasi e le cellule infiammate producono citochine che a loro volta segnalano ai melanociti di produrre più melanina – .
Non ci sono controindicazioni per le combinazioni con altri attivi.
Modalità d’uso consigliata: si applica sotto forma di siero su pelle detersa, mattina e sera, seguito da una crema idratante o contenente principi attivi schiarenti sinergici all’acido tranexamico (niacinamide, vitamina C, arbutina, retinoidi – solo la sera, acido azelaico). Va seguita dalla protezione solare durante il giorno. La quantità efficace dell’attivo è tra lo 0.5 (azione preventiva) e fino al 3% (azione depigmentante attiva). Oltre al 3% è di uso dermatologico.
L’acido tranexamico non è fotosensibilizzante e può essere usato tutto l’anno. Si usa per prevenzione e mantenimento e non irrita la pelle.
2. Niacinamide – è la forma idrosolubile della vitamina B3, fondamentale per la salute della pelle.
Funziona inibendo il trasferimento dei melanosomi dai melanociti ai cheratinociti provocando uno schiarimento graduale; inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie diminuendo la stimolazione dei melanociti; stimola la produzione di ceramidi e lipidi epidermici migliorando l’NMF; riduce la perdita d’acqua transepidermica; migliora la grana della pelle e il tono spento;
Modalità d’uso consigliata: si applica mattina e sera su pelle detersa e prima della crema. Ottima in fase di mantenimento, prevenzione o completamento di trattamenti schiarenti durante tutto l’anno in concentrazione del 2-5% per pelli sensibili e del 10% in trattamenti più intensi.
Si può abbinare all’acido tranexamico, all’arbutina e all’acido azelaico. Recenti studi di cosmetologia hanno chiarito che la niacinamide può essere usata anche in combinazione con i derivati stabilizzati della vitamina C (l’acido ascorbico puro invece richiede attenzione soprattutto con Niacinamide al 10%, dove i due attivi vanno usati separatamente).
3. Acido dioico – è un acido dicarbossilico derivato naturale dall’olio di cocco, con azione inibente sulla melanogenesi e sebo regolatore. È efficace sia nel trattamento del melasma, che dell’acne infiammatoria.
Modalità d’uso consigliata: si applica sotto forma di siero o crema una o due volte al giorno su pelle detersa, preferibilmente associato ad altri attivi depigmentanti (niacinamide, azelaico). Le concentrazioni vanno dal 1 al 5%, è ben tollerato, non fotosensibilizzante, adatto anche in estate.
4. Tetrahydracurcumionois: derivati idrogenati della curcumina, privi di colore (a differenza della curcuma) e con spiccata azione schiarente anti-infiammatoria e antiossidante, meno irritante rispetto alla vitamina C. inibiscono l’attività della tirosinasi e riducono l’ossidazione della melanina già formata.
Modalità d’uso consigliata: in siero o crema allo 0,1-1% preferibilmente due volte al giorno su pelle detersa, seguito da crema idratante e fotoprotezione. Sono indicati nei trattamenti di mantenimento e prevenzione, non sono fotosensibilizzanti e sono ben tollerati da pelli sensibili.
5. peptidi schiarenti: sono sequenze corte di amminoacidi che modulano i processi biologici della melanogenesi, agendo direttamente o indirettamente sui melanociti.
A differenza degli acidi esfolianti o degli inibitori della tirosinasi, i peptidi agiscono su più fronti e più in profondità senza causare irritazione:
– alcuni peptidi competono con la tirosina per legarsi al sito attivo dell’enzima tirosinasi, riducendo la sintesi della melanina;
– altri bloccano i canali che trasferiscono i melanosomi ai cheratinociti;
– altri ancora, inibiscono l’espressione genica della trascrizione che regola la melanogenesi.
Elenco di alcuni peptidi usati nell’estetica professionale:
– oligopeptide-68: schiarisce senza infiammare inibendo l’espressione de gene MITF.
– nonapeptide-1: riduce la pigmentazione stimolata dai raggi UV mimando l’ormone che stimola i melanociti e ne blocca il recettore che avvia l’attivazione della melanogenesi.
– Decapeptide-12: ottimo contro il melasma recidivante e le iperpigmentazioni profonde. Blocca direttamente la tirosinasi e inibisce MITF
– Tetrapeptide-30: riduce la melanogenesi indotta da agenti infiammatori e UV, ha un’azione antiossidante e lenitiva.
Modalità d’uso consigliata: vengono usati in sieri ad alta tecnologia o in trattamenti intensivi professionali, generalmente in concentrazioni dallo 0,1% all’1% da applicare una o due volte al giorno, prima della crema. Sono spesso associati ad altri attivi schiarenti (niacinamide, acido tranexamico, vitamina C) e non sono fotosensibilizzanti.
6. Dioscorea – conosciuta anche come wild yam (igname selvatico), è una pianta ricca di diosgenina, uno steroide vegetale precursore di vari ormoni steroidei (come progesterone e DHEA) in laboratorio. In cosmetica viene sfruttata per la sua azione riequilibrante cutanea e potenzialmente depigmentante.
Alcuni studi indicano che la diosgenina può interagire con recettori ormonali presenti nei cheratinociti e nei fibroblasti, regolando la produzione di melanina in condizioni di squilibrio ormonale (ad esempio melasma legato a gravidanza o contraccettivi). Protegge i tessuti cutanei dal danno ossidativo, preservando la vitalità dei melanociti e riduce la liberazione di mediatori pro-infiammatori, prevenendo la comparsa di macchie post-infiammatorie.
I fitosteroli e i lipidi vegetali contribuiscono a mantenere la barriera cutanea integra, condizione fondamentale per il successo dei trattamenti schiarenti.
Modalità d’uso consigliata: 1%–5% negli estratti glicolici o liposolubili, può essere inserita in sieri o maschere lenitive post-peeling, specialmente in persone con discromie di origine ormonale.
Si usa in creme notte o sieri a uso continuativo, associata a vitamina C o niacinamide per potenziarne l’azione.
Pur contenendo un precursore ormonale, la diosgenina non viene convertita in ormoni attivi dalla pelle umana; la sua azione è locale e non sistemica.
7. Licocalcone – è un flavonoide ricavato dalla liquirizia cinese, schiarente, anti-infiammatorio, antiossidante e lenitivo. Non agisce direttamente sulla melanina, ma modula i processi infiammatori che possono stimolare la pigmentazione anomala. Si usa per prevenire e ridurre le macchie post infiammatorie.
Modalità d’uso consigliata: si trova in sieri o creme lenitive e anti rossore, spesso abbinato a glabridina, vitamina E, resveratrolo o vitamina C. le concentrazioni in cosmesi sono generalmente comprese tra 0,025% e o,1%. Si applica mattina e sera su pelle detersa, prima della crema idratante o all’interno della crema stessa. È indicato soprattutto per pelli sensibili e reattive, soggette ad arrossamenti, couperose o dermatiti.
8. Bakuchiolo – di origine e natura chimica, il bakuchiolo è un composto fenolico estratto principalmente dai semi e dalle foglie della Psoralea corylifolia. Pur avendo attività simili ai retinoidi, non presenta la tipica struttura chimica dell’acido retinoico, il che lo rende un’alternativa vegetale più delicata. Attiva i recettori retinoidi nucleari in modo indiretto, favorendo la proliferazione dei cheratinociti e il rinnovamento epidermico. Riduce la produzione di melanina grazie a un’azione diretta sull’enzima chiave della melanogenesi, con conseguente schiarimento graduale delle discromie e neutralizza i radicali liberi, riducendo il danno ossidativo a carico dei melanociti e dei fibroblasti. Limita la produzione di citochine pro-infiammatorie, riducendo il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria.
Modalità d’uso consigliata: si usa in concentrazioni tra lo 0,5%–2% nei sieri e fino all’1% in creme giorno/notte. Si applica quotidianamente, preferibilmente la sera, ma a differenza del retinolo può essere usato anche di giorno con protezione solare.
Rispetto ai retinoidi vanta una minore irritazione cutanea ed è adatto a pelli sensibili e reattive.