17. La protezione solare (SPF)

La protezione solare tradizionale, basata solo su filtri anti-UVB, non è sufficiente per prevenire le recidive del melasma. È necessario utilizzare formulazioni ad ampio spettro che includano filtri per UVB, UVA, IR e HEV, oltre a ingredienti antiossidanti (vitamina C, vitamina E, acido ferulico, polifenoli) in grado di neutralizzare i radicali liberi generati da queste radiazioni. I filtri agiscono come uno strato difensivo che riduce l’impatto delle radiazioni sulla pelle. Si dividono in due categorie principali: fisici e chimici.

I filtri fisici (Biossido di Titanio, Ossido di Zinco o di Ferro). Il loro meccanismo d’azione è prevalentemente meccanico: le particelle riflettono e disperdono i raggi UV. Attualmente, solo i filtri solari colorati (all’ossido di ferro) offrono protezione totale contro la luce HEV. È consigliabile aggiungere anche cipria o polveri all’ossido di ferro per aumentare la protezione, soprattutto in condizioni favorevoli al melasma. Inoltre, in estate sono indicati i filtri solari progettati specificamente per le iperpigmentazioni.

I filtri chimici (Mexoryl 400, Tinosorb S/M, Uvinol A/T) agiscono in modo diverso: sono molecole organiche che assorbono l’energia dei raggi UV. Sulla pelle, queste molecole subiscono una reazione chimica transitoria che trasforma l’energia UV in una minima quantità di calore, innocua per l’organismo (ma che potrebbe stimolare i melanociti nel caso in cui l’INCI contenga filtri di vecchia generazione -Oxybenzone (Benzophenone-3), Octinoxate (Ethylhexyl Methoxycinnamate), Octocrylene, Homosalate, Avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane). Offrono una texture leggera e invisibile, gradevole nell’uso quotidiano però, poiché interagiscono a livello molecolare.

Le formulazioni moderne combinano spesso entrambi i tipi di filtri.

La protezione va applicata quotidianamente e riapplicata ogni 2–3 ore in caso di esposizione, poiché anche la luce visibile diffusa o riflessa può riattivare i melanociti.

È molto importante sottolineare che le radiazioni solari attraversano le nuvole e le condizioni meteo: pioggia, nebbia, neve. Lo dimostra “la luce del giorno” poiché la luce che illumina è radiazione. In caso di trattamenti aggressivi con acidi o retinoidi, la pelle è più sottile, delicata e vulnerabile. I melanociti interagiscono al minimo stimolo con le radiazioni solari. Per questo motivo bisogna applicare l’SPF ogni giorno, a prescindere dalle condizioni atmosferiche o dalla stagione!

Inoltre, secondo la normativa europea sui prodotti solari, nessuna crema può essere definita “schermo totale” o “protezione assoluta”, perché nessun filtro è in grado di bloccare completamente la radiazione. La legge stabilisce inoltre che la protezione UVA debba essere almeno un terzo del valore SPF dichiarato, e che l’efficacia del prodotto non possa essere presentata in modo esagerato o fuorviante. Questo significa che anche un solare SPF 50+ offre una protezione parziale, soprattutto verso gli UVA, che sono i raggi più profondi e più coinvolti nelle discromie. Per questo motivo, in presenza di pelle soggetta a macchie, l’esposizione deve comunque rimanere limitata, nonostante l’uso costante del filtro.

In conclusione, la protezione solare resta comunque la misura più efficace per difendere la pelle giorno dopo giorno. L’uso costante dell’SPF in base al fototipo riduce drasticamente gli stimoli che attivano i melanociti e rappresenta il gesto più importante per prevenire il melasma.